acf domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /var/www/blogstaging.mindwork.it/wp-includes/functions.php on line 6131Diventare mamma non sempre è un momento felice, molte donne hanno ancora difficoltà ad ammetterlo e a chiedere aiuto, in un mondo dove una mamma che ha appena partorito deve essere subito una “mamma felice” e i neogenitori devono essere subito dei “genitori efficaci”. Spesso nel corso dei nove mesi si idealizza il lieto evento con tanta emotività e con una carica di aspettative positive che poi come per magia spariscono nel momento in cui il piccolo è tra le sue braccia. Senza una guida di un professionista non sempre è chiaro dove si trova il confine tra baby blues e depressione post partum vera e propria.
Il baby blues o detto anche “sindrome del terzo giorno” perché contemporaneo alla montata lattea, è determinato infatti dalla caduta dei livelli ormonali di estrogeni e progesterone. I sintomi possono essere quelli di una tendenza depressiva e con una debolezza emotiva che si manifesta in pianti improvvisi, irritabilità, sentimenti di inadeguatezza, ansia e insonnia. Generalmente il baby blues tende a risolversi spontaneamente entro i dieci giorni dalla nascita. Se questi sintomi durano più a lungo o iniziano più tardi, allora potrebbe trattarsi di una depressione post partum.
La depressione post partum è un tipo di depressione che molti genitori (sia madri che padri anche se per questi ultimi è meno probabile) sperimentano dopo aver avuto il bambino. E’ un problema comune che colpisce il 10-15% delle donne durante il primo anno del bambino e può manifestarsi anche sino ai 4-6 mesi dopo il parto.
Le madri con depressione post partum provano dei sentimenti di profonda tristezza, ansia e stanchezza che possono interferire con la capacità di prendersi cura di se stessa e del bambino.
I sintomi possono essere i seguenti:
In generale, per formulare una diagnosi di depressione post partum devono essere presenti almeno cinque di questi sintomi, ed essere presenti e preesistenti ogni giorno per almeno due settimane.
La depressione post partum non ha solamente una causa, ma probabilmente deriva da una combinazione di fattori fisici ed emotivi.
Alcune donne possono avere maggiori probabilità di sviluppare la depressione post partum perché presentano uno o più fattori di rischio che includono:
Ciascun fattore di rischio assume un significato in relazione al soggetto, alla sua cultura, alla sua resilienza e al momento e durata del suo impatto.
La depressione post partum ha un forte impatto sulla coppia e sulla relazione madre-bambino e può colpire qualsiasi donna.
E’ indispensabile comprendere che spesso ci vuole tempo per adattarsi a diventare genitore e purtroppo (o per fortuna!) non ci sono i manuali di istruzione.
Anniverno, A. Bramante, G Petrilli, C. Mencacci (a cura di). Prevenzione, diagnosi e trattamento della psicopatologia perinatale. Edizioni O.N.Da
Biondi (a cura di). DSM-5 Manuale diagnostic e statistic dei disturbi mentali. Cortina Raffaello
Giorgetti. Depressione post partum: guida base, trattamenti e test
Monti, F. & Agostini, F. La depressione post natale. Carocci.
Zaccagnino M. I disagi della maternità: Individuazione, prevenzione e trattamento. Franco Angeli.